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Windows Live Spaces di Sonia

May 06

Possibile dimenticare?

 
 
Non lo sento da qualche giorno. Poi lo rivedo. Un paio di mattine fa. Il cuore in gola..sempre la solita sensazione che sembra non svanire mai. Come si può dimenticare una sensazione simile? Ma il suo viso mi sembra cambiato, come se avesse delle preoccupazioni. Non osa guardarmi negli occhi. Quasi sembra intimorito da una mia ipotetica reazione. Eppure la sera della cena è stato cosi ... non credo esista una parola per definire quella serata. Non sono l'unica ad aver notato il cambiamento, questo almeno mi consola.. Resta pur sempre un uomo favoloso. Ma ho deciso di voltare pagina. Credo sia la cosa migliore. Ma è cosi dura!!!
 
March 16

Bentornata!!

Torno a scrivere su questo blog dopo quasi un'eternità...  E ho un solo nome nella mia testa. Una sola persona che predomina la mia mente. Mi sento quasi morire. A volte mi chiedo se il trascorrere del tempo in sua compagnia non possa far altro che farmi ancora più male. Ma è più forte di me. Una reazione la mia non dominabile. Perchè riesco a comportarmi in maniera del tutto distaccata con qualsiasi essere maschile su questa terra e con lui non riesco nemmeno a far valere i miei pensieri? Eppure non fa parte del mio carattere. Sono sempre stata prepotente, acida, nervosa ... testarda ... Con lui? Metamorfosi... Ne vale la pena?
Vale la pena soffrire per qualcuno che in realtà non mi permette di esprimermi per come sono? Vale la pena per una ragazza di 25 anni? Vale la pena donare tutta te stessa a una persona che in realtà non sa nemmeno se, quando confidandole il sentimento che provi per lei, sei seria oppure no? Vale la pena sperare? O bisogna voltare pagina? Insomma essere o non essere Animoticon ?
May 07

Finalmente le foto!!!

Finalmente ho le foto della laurea e della festa.
Volevo quindi cogliere l'occasione per ringraziare tutte le persone che sono venute: Antonio e Giovanni che sono venuti solo per la mia festa qui in ancona, Patty che non è partita per festeggiare con me, Matteo Pitt ... e ho detto tutto, Elena per essere stata la mia fotografa personale, Monica, Ciolo, Raffa, Rossella, Giorgio, Fabio, Chiara ...e tutti ma proprio tutti coloro che sono stati al mio fianco in questa occasione per me cosi speciale.
Ma ho 2 ringraziamenti particolari!!!
1 - Birba il mio DJ!!! (se la mia festa è stata cosi bella è stato per merito tuo! Sei un grande!!!)
2 - Alessandro!!! (alla fine sei sempre tu!!! Grazie per aver organizzato il tutto!!)
Per tutti coloro che non sono venuti: me la pagherete!!!
 
March 26

HO FINITO!!!! e adesso???

Tutto sta per terminare... Pochi giorni alla tesi... gli ultimi ritocchi stanno per essere effettuati..Il grande giorno è previsto per il 20 Aprile... e poi?...
Sono in crisi da qualche giorno e ho un pensiero fisso...cosa sarà adesso della mia vita??
Ho preso la decisione giusta?...
Ho iniziato questa università con un solo scopo: aiutare il maggior numero di persone possibile. Dopo quel maledetto incidente del 12 Aprile 2002 la mia vita è realmente cambiata. Nel mio cuore c'era un unica frase: questo non accadrà mai più...
Ora dopo tre anni e la laurea alle porte mi rendo conto che io non sono Dio e che non è possibile riuscire a salvare tutti, ma proprio tutti. La vita ha un suo corso, ma a volte è davvero crudele.
La mia paura più grande ora è quella di non potercela fare, di non essere all'altezza, di stare troppo male nel vedere gente di tutte le età ammalarsi, aggravarsi, soffrire e morire.
Non so se riuscirei a trascorrere una vita intera con una pena così grande!
Vorrei poter tornare indietro. Sicuramente farei una scelta diversa, ma ormai l'ospedale è quasi la mia ragione di vita. Diventa una droga alla quale non si può più fare a meno. Spero solo di non morire d'overdosi.
 
 
January 29

L'Angolo di Sfrattatavola (una vita da ... reparto)

Dura la vita di noi infermieri. Anzi, futuri. Siamo ancora nel periodo universitario dove s’accetta tutto in silenzio e non si vede l’ora che arrivi quel benedetto giorno in cui riceverai un papiro con la scritta “dottore in scienze infermieristiche”.

Oggi il ruolo dell’infermiere non è quello di semplice esecutore di ordini medici di una volta: adesso, grazie alla preparazione universitaria ma soprattutto alla rivalutazione di questo importantissimo mestiere (che fino a qualche tempo fa era relegato ai margini) il nostro compito, grazie al lavoro d’equipe, è quello di fornire le miglior cure possibili formando un ambiente lavorativo che metta a proprio agio, se possibile, il paziente cercando di creare un atmosfera prossima a quella familiare. È un mestiere che richiede calma, serenità, professionalità. Infatti ci dicono di non FARE l’infermiere, ma di ESSERLO.

Ci dicono di essere cinici, freddi ed impassibili di fronte al dolore della persona ,distaccati dal punto di vista emotivo. Questo non esclude che tra infermiere e paziente non ci sia un rapporto umano, ma il tutto deve essere contenuto in un contesto meno confidenziale possibile e molto professionale. Ma anche noi siamo esseri umani, e non fredde macchine calcolatrici delle nostre sensazioni. Ne parlavo con un amico ingegnere che mi vedeva particolarmente teso il giorno prima del tirocinio; si meravigliava della mia ansiosa attesa, delle mille domande che mi ponevo, delle idee che mi facevo sul conto di quella realtà ospedaliera. Mi diceva di non preoccuparmi, tanto andavo solo in reparto…..Ho risposto che il reparto non è solo un lungo corridoio con delle stanze munite di letti, ma è un luogo dove si è a contatto diretto con la gente, con il loro dolore; gli ho spiegato che non andavo ad interagire con muri, radici quadrate o pilastri, ma con persone dai tanti caratteri diversi, che passano la maggior parte del tempo in un posto che li mette ansia, paura, li rende ancora più deboli, lontani dall’affetto dei cari che si limita ad una stringata visita in orari prefissati. Sei in rapporto costante con le loro abitudini di vita, ne conosci le varie sfaccettature, trascorri con loro un momento della loro vita, a contatto diretto con dubbi e pudori. Il nostro compito è andare lì, supportarli, dargli una parola di conforto, una speranza, formare con loro un’empatia tale da rassicurarli, farli sentire al più agio possibile, senza cadere mai nel confidenziale mantenendo un rapporto di supporto reciproco garantendo assistenza e prestazioni professionalmente efficaci, tutelando ovviamente la loro privacy garantito dal segreto professionale.

Ci dicono di rimanere lì, impassibili e distaccati, anche di fronte alla morte. È una situazione difficile da resistere a volte, specialmente in alcune dure realtà come l’oncologia o come i reparti pediatrici. C’è chi ci riesce bene, come me, altri un po’ meno. Ma è normale, visto che siamo esseri umani e non macchine esecutrici. Ma a volte anche il più freddo e cinico dei professionisti ha un momento di debolezza.

Ultimamente mi ritrovo a svolgere uno dei miei ultimi reparti da tirocinante in un reparto pediatrico. Una terapia intensiva dove arrivano pargoletti grandi meno di un chilo, scriccioli di persone, “bambolotti” con problemi annessi all’immaturità o anche, sfortunatamente, con difetti congeniti. Fino a quando sono racchiusi nelle culle termiche, collegati ad una marea di fili e controllati costantemente si potrebbe pure lasciare da parte i sentimenti; un bambino provoca in noi sempre tenerezza e ti batte il cuore se, come me, lo prendi per la prima volta in braccio e lui con la sua manina ti stringe forte un tuo dito, quasi a ringraziarti per quello che gli stai facendo. Ne vedrai tanti, e quasi non la sentirai più quella strana sensazione di affetto, facendo cadere tutto nella normalità. Normalità. Ti chiedi che cosa sia normale ma, più di tutto, se sia giusto. Tralasci. Ma quando poi vedi arrivare i genitori, con gli occhi lucidi, vuoi per la felicità, vuoi per il dolore, allora lì per un attimo ti immedesimi in loro. Pensi a tutto il periodo della gravidanza, coi mille progetti sul loro piccolino, al futuro che lo aspetta, alle notti passate in bianco e nonostante questo felici, alle prospettive future della sua vita. Li fai indossare un camice e in questa situazione poco familiare parlano col bimbo, gli comunicano il loro affetto e la loro vicinanza sebbene divisi da una cupola in plastica, tubi, fili e monitor. E tu rimani lì, e per non farti coinvolgere, ti concentri su un valore di un monitor che squilla di continuo, rimetti a posto un carrello o annoti qualcosa sulla cartella; chiedono informazioni e ti senti sollevato, lieto e felice, nemmeno avessi vinto la coppa del mondo, quando riferendogli anche solo il peso di quella innocente creatura, loro ti rilasciano un sorriso. Sono piccole soddisfazioni che per un infermiere è una spinta in più a fare meglio e a migliorarsi. Nel corso della carriera ce ne saranno poche di soddisfazioni, ma ne basta una per sentirti bene con te stesso.

Oggi si parla di mala sanità, di tutte le cose indecenti e delittuose che stanno succedendo: è una giusta tematica da affrontare perché, come si dice, la salute prima di tutto. Ma vorrei che si parlasse anche delle tante persone che lavorano, tanto e bene, sia in strutture organizzate sia in quelle del tutto carenti come in Africa e nei paesi in guerra. 

January 16

...A volte le persone che amiamo ci lasciano toppo presto...


 

Honestly what will become of me
I don't like reality
It's way too clear to me
But really life is daily
We are what we don't see
We missed everything daydreaming

Flames to dust
Lovers to friends
Why do all good things come to an end

Travelling I always stop at exits
Wondering if I'll stay
Young and restless
Living this way I stress less
I want to pull away when the dream dies
The pain sets it and I don't cry
I only feel gravity and I wonder why
 
Dogs were whistling a new tune
Barking at the new moon
Hoping it would come soon so that they could die

And the sun was wondering if it should stay away for a day until the feeling went away
And the clouds were dropping and the...
The rain forgot how to bring salvation
The dogs were whistling a new tune barking at the new moon
Hoping it would come soon so that they could die
 
Non ti dimentichrò mai!!!
January 10

Grazie a tutti

Anche se in ritardo, volevo ringraziare tutte le persone che in questo momento mi sono cosi vicine.. Non so come, (ah ah ah )  ma avete capito che sono un pò stressata, ma, nonostante tutto, nessuno di voi mi abbandona.
 
Matteo Pittore: Sei unico... anche se hai dei modi un pò...bruschi...ma è bello essere consigliata da te..Grazie per tutte le volte che mi dai il coraggio necessario per affrontare determinate situazione... (.."lascia perde...")....
 
           Per i maligni: IO E MATTEO NON STIAMO INSIEME, NON SIAMO FIDANZATI, NON CI STIAMO PER SPOSARE...
 
Elena: Stai peggio di me.. (skerzo).. stai vivendo un periodo assurdo, e nonostante tutto sei sempre interessata alle mie condizioni fisiche e psicologiche..ho sempre una stanza libera e una casa dove stare..ma soprattutto un'amica che non avrei mai immaginato di avere..sei speciale e ti prego non cambiare mai..
 
Cri: Cosa dire ... sei la mia sorellina!! Chi ci pensa a te se non lo faccio io...
 
Tato: Sei la gioia della mia vita...la mia voglia di vivere è dovuta alla tua esistenza...sei la cosa più bella che poteva capitarmi...Ti voglio bene..
 
Mattia: Il mio fratellino acquisito.. Il mio confidente numero uno..you are always in my heart...i love you so much...
 
Alessandro: Ma chi mi sopporta più di te?.. ;) ... scusa se a volte mi comporto davvero in malo modo nei tuoi confronti... ma è inevitabile scoprire tutti i miei punti negativi visto che viviamo insieme per circa 24 ore su 24.. ho un caratteraccio lo so, ma quando ti "attacco" in quel modo è solo perchè, come dice matteo, sono un pò "valium"... Ti adoro Mussi!!! 
 
Penso di aver terminato...se ho dimenticato qualcuno mi dispiace....
 
 
November 18

L'Angolo di Sfrattatavola (J'accuse!)

J’ACCUSE! 

In una sera come tutte le altre di qualche anno fa, fredda e monotona, mi imbattei in una delle prime puntate di un programma televisivo (Lucignolo, Italia 1) che parlava del rapporto sesso-giovani. Niente di speciale se si pensa che oggi è l’unico argomento di cui si parla, si vede in tv e se ne discute anche in chiesa; quindi mi soffermai più del dovuto, più per semplice curiosità che per altro, prima di andare a dormire. M’aspettavo le solite cose, ossia prostitute sulle strade, soubrette con tette di fuori e compagnia bella, ma la mia supposizione risultò completamente sbagliata. Primo servizio: un gruppo di quattro deficienti “figli di mamma e papà” accordano un incontro con giovani attizzate. Tutto normale, è vero, ma è normale che un gruppo di marmocchie, in viaggio “culturale” con la chiesa, tutte tra i diciotto e i vent’anni, si facciano trovare mezze nude e completamente fatte? – Niente di scandaloso – pensai in un primo momento, ne avevo visto di peggio. Tutti abbiamo fatto un campeggio e credo che tutti abbiano passato splendidi momenti anche dal quel punto di vista ma non penso – e mi riferisco alle ragazze – si siano fatte ritrovare in un posto simile ad una casa d’appuntamento solo in perizoma, con un cocktail in una mano e nell’altra una canna, senza pudore a mostrarsi davanti alle telecamere: non credo proprio!  Lì era una casa d'appuntamento vero e proprio e, a dirla tutta, la loro guida, più che un parroco, mi sembrava il loro protettore!  Comunque il programma andava avanti e non meditai più del dovuto. Successivamente un altro servizio parlava dell’ignoranza dei giovani sulle varie terminologie riguardo alla sessualità e l’esigenza di immettere nelle scuole, sin dalle elementari, l’educazione sessuale. Dalle elementari! Ma mettilo dalle superiori, figlio di un'unghia incarnita, che uno a quell’età comincia a capire qualcosa, ma non alle elementari dove potrebbe scombussolare psicologicamente le innocenti menti dei ragazzini! Toh, mettiamo il caso che venga introdotto, ok, come fa la maestra a spiegare cos’è una fellatio o un cunnilingus? Che fa, va a chiamare il maestro delle 5ª C e fa una dimostrazione pratica? E poi, cosa penseranno i ragazzini una volta che glielo hai spiegato, eh? Passare dalla concezione che quel coso o quella cosa serviva solo in bagno e scoprire adesso che quello sarà l’ultimo dei pensieri, cosa si prova? Questa congettura per quei ragazzi dal facile intuito; e per quelli che non capiscono subito e ti tempestano di domande, cosa fai, come glielo spieghi, o cara, dolce e bella maestra che ci godi? Eh! Credo che tutti gli alunni proveranno ribrezzo e cosa diranno quando tornano a casa?

MAMMA

Cosa v’ha spiegato oggi la maestra?

FIGLIO

Mamma, cose incredibili: lo sapevi che con il mio pistolino, oltre a pisciare posso fare tante altre cose?

MAMMA

(imbarazzata) …che…che cosa figliolo?

FIGLIO

Buh, non lo so, non c’ho capito molto ma ci sono tante di quelle cose. Tipo: non mi ricordo come si chiama ...aspè …com’ha detto…ah! sì, fellatio! Allora: lei prende il coso, fa così e poi…buh, non mi ricordo, cose così. Ah, ha detto che lo possiamo chiamare anche pompino…..

Mamma, tu lo fai al babbo?

MAMMA

Eh……..(vento del deserto)……..mmh………(vento del deserto)……..andiamo a mangiare al McDonald?

Questo per un maschio; non oso immaginare per una ragazza. Che poi questi ragazzini andranno a dormire, se ci riescono, con la mente piena di pensieri perversi e si risveglieranno con quel dubbio amletico del perché di tale cose e quando, col passare dei giorni, dei mesi e degli anni, ne capiranno un po’ di più, ci ritroveremo una generazione il cui unico pensiero sarà quello di “ringraziare la maestra delle sue lezioni, facendole vedere che hanno imparato tutto, ma proprio tutto ciò che aveva spiegato, e che avevano perfino approfondito l'argomento”. Tutti siamo cresciuti con questa grande incognita senza che nessuno ci dicesse qualcosa. Per quel che riguarda me e i miei amici, è stata tutta una scoperta continua e frutto di deduzioni: avevamo capito subito che la storia della cicogna era una farsa, tanto si sapeva che il bimbo stava nel grembo della mamma, ma non si riusciva a capire come fosse successo tutto l’ambaradan. Questo perché – come diceva un noto filosofo  – quando nasciamo le nostre menti sono offuscate, nel senso che noi abbiamo innato tutto il sapere e che poi questo, tramite lo studio, la ricerca, i ricordi e le sensazioni viene pian piano rispolverato man mano che giunge il momento per cui è confacente utilizzarlo. Vedere film o giornaletti porno era per noi un divertimento e non uno stimolo di eccitazione: non ne eravamo consapevoli ma inconsciamente stavamo componendo un mosaico composto da tasselli costruiti nel corso degli anni a cui mancava quello più importante: quello biologico. Chi di noi, sfogliando un libro di biologia o anatomia, il primo pensiero è stato: “oh, vai a vedere là…” per poi leggere e capire che il fattaccio derivava da questo o quella cosa per poi esclamare in coro: “ahhhh! Ecco perché!” e richiudere il libro con l’aria di quello ormai esperto e temprato. La sessualità è un argomento talmente vasto e carico di risvolti psicologici che va affrontato su determinati binari e con particolare attenzione: sì, è vero, è uno dei tanti tabù da sfatare ma la fretta è cattiva consigliera e rifugiarsi nel fatto che i tempi sono cambiati è segno che non facciamo tesoro degli insegnamenti del passato. E veniamo al top, al clou dello schifo dei servizi. Quello che mi fulminò sulla via di Damasco fu il servizio successivo: le tredicenni. – Le trentenni! –dissi autocorreggendomi pensando di aver mal interpretato il cronista. Pensai male perché la scritta che subito dopo apparve sullo schermo mi annodò le corde vocali riuscendomi a non farmi parlare. La cosa era allucinante: ragazzine che parlavano orgogliose – e sottolineo orgogliose – della loro “prima volta” (facendo capire che è stata un’esperienza unica ma non l’unica), esperienze varie, sesso orale e via discorrendo: sembrava stessi ascoltando una prostituta a fine carriera che leggeva le sue memorie. Ma dico: ci rendiamo conto di dove siamo andati a finire! Una bambina che mi viene a parlare di argomenti più grandi di lei! Per non parlare del programma, dove il cronista alla fine del servizio fa all’inviato: “grazie per il tuo filmato, ottima ricerca”. Ottima ricerca! Ma vergognati della ricerca! Così fai sembrare veramente che l’Italia è il paese dei balocchi: alcool, sballo e f..a  fresca! e chi lavora? Boh! Poi queste ragazzine che hanno ancora la bocca che puzza di latte e…(non dico ‘sta cosa perché è troppo volgare ma chi mi segue avrà capito sicuramente!) si mettono a parlare de “la mia prima volta” … “lui mi manda i messaggini sconci” … (ne arriva uno in diretta e non ne dico il contenuto…) “sì, abbiamo fatto sesso orale” … “lo abbiamo fatto in macchina” … “all’inizio mi faceva male, poi…” poi che cosa, degna erede di elena di troia che non sei altro? Ma se ti dicono: “da che cosa deriva orale?” te dici dall’orologio, cosa parli di sesso orale che fino all’altro ieri portavi in giro il passeggino col cicciobello dentro! Non so perché ma in quel momento provavo vergogna: non per le baby Moana ma per i grandissimi inguaiati che se le sbattono in macchina. Se queste mi dicono che l’hanno fatto in macchina, si presume che i “trombador” abbiano minimo 18 anni: ma stai inguaiato forte! Fai da te, ma una tredicenne no! Mi dimostri che stai allo stato brado! Ma riflettiamo: se si inizia già da questa età, a 24, 25 anni che cosa fai? E se s’immette l’educazione sessuale dalle elementari, dove andrà a finire tutto quel piacere della scoperta, quel non so cosa di misterioso, quelle sensazioni forti che si provano solo con la graduale maturazione e la consapevolezza dei nostri mezzi? Sarà come scrivere una poesia con le rime già fatte. La realtà è che oggi le cose, sì, sono cambiate, ma in peggio, e buona parte delle colpe va ai mass-media e alla televisione. Nessuno se ne rende conto ma di questo passo diventeremo tutti dei robot e la fantasia, che c’ha guidato sino ad oggi, farà la fine dei dinosauri.

 

Matteo "Sfrattatavola"

sfrattatavola@libero.it

November 17

L'Angolo di Sfrattatavola (Voglio la mia casa...ma casa dov'è?)

 
Condivido il tuo astio nel ritorno a casa; anch'io ormai torno di rado e ci vado solo per piacere dei miei genitori che mi finanziano le spese per l'università.
Oramai ho preso i miei ritmi, le mie abitudini ed ho tutta una vita sociale cui staccarmi spesso per andare a casa mi turberebbe parecchio.
 Proprio l'ultima volta, sceso dopo tre mesi, volevo scappare dopo appena 12 ore! non ne potevo più! lì non ho più amici che sono tutti fuori, non ho più niente da fare, l'unica cosa che c'è è la depressione.... se uno torna spesso a casa, secondo me, non è ancora del tutto svezzato, è troppo attaccato ancora al capezzolo dei genitori e questo dimostra senza dubbio un senso di immaturità.
Io vedo i giovani d'oggi e parecchi colleghi d'università sempre con le valigie tra le mani tanto da farmi sorgere un dubbio: ma vivono a casa loro o nelle cuccette dei treni? 
Con questo non voglio dire di non tornarci mai ma di farlo molto meno (di come fai tu?!...)
 
 
Matteo "sfrattatavola"
November 08

Voglio tornare a casa!!!

 
Sono 3 giorni che ormai sono tornata a casa dai miei...e gia conto i giorni, le ore, i minuti per ritornare alle mie abitudini...
Qui non sto male...anzi...ma ... una volta usciti da casa...è dura ritornarci..
Comunque credo che non sia il semplice tornare a casa che mi dia fastidio, ma la città di per se...
Ho solo ricordi di persone false, sempre disposte a giudicare, a sparlare, a metterti in cattiva luce il piu possibile..
Non voglio fare di tutta l erba un fascio, ma la maggior parte delle ragazze che per vari motivi ero costretta a frequentare, mi odiavano. Forse mi vedevano come una minaccia..non lo so..
In ogni caso, ad ancona ho trovato al mia stabilità...spero duri a lungo...
E per questo devo ringraziare solo una persona, che mi è stata e continua a rimanere al mio fianco in ogni occasione: Alessandro!!!
Grazie Ale... Sei la mia stella del mattino!!!
 
 
 
November 05

Wikipedia...sei grande!!!

Fortuna questa wikipedia...
Si riescono a trovare informazioni di ogni tipo...Storia, Medicina, Matematica...Addirittura ricette di cucina....
E' un sito che consiglio davvero...
Beppone...quando hai ragione, hai ragione!!!
 

Sonia Cicconi

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